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Gudmundsson alla Lazio: ruolo, titolarità, rigori e cosa fare al fantacalcio

Albert Gudmundsson alla Lazio può essere uno dei trasferimenti più interessanti delle ultime ore di mercato anche in ottica fantacalcio. Il club biancoceleste ha trovato l'accordo con la Fiorentina per il trasferimento dell'islandese con la formula del prestito con diritto di riscatto, offrendo a Gennaro Gattuso un giocatore capace di occupare praticamente tutte le posizioni alle spalle della prima punta.

Il nome inevitabilmente riporta alla mente il Gudmundsson visto al Genoa. Quello capace di diventare uno dei migliori centrocampisti dell'intero fantacalcio, segnare con continuità e trascinare una squadra costruita intorno alle sue caratteristiche. Alla Fiorentina, invece, quel giocatore si è visto soltanto a tratti.

Proprio il trasferimento alla Lazio può rappresentare una nuova occasione. Ma c'è una differenza importante rispetto agli ultimi anni: a Roma Gudmundsson non dovrebbe essere il primo rigorista. Con Mattia Zaccagni in campo, il pallone dagli undici metri dovrebbe infatti rimanere al capitano biancoceleste.

Gudmundsson al Genoa: quando era uno dei migliori del fantacalcio

Per capire perché Gudmundsson continui ad attirare così tanto interesse bisogna tornare alla stagione 2023/24 con il Genoa. L'islandese chiuse il campionato con 35 presenze, 14 gol e 4 assist, diventando uno dei giocatori più sorprendenti della Serie A.

Non si trattò neppure di un'esplosione completamente improvvisa. Già nella stagione precedente, disputata in Serie B, aveva contribuito alla promozione del Genoa con 11 gol e 4 assist in 36 presenze. Due annate consecutive nelle quali Gudmundsson era diventato il centro tecnico e offensivo della squadra.

Nel Genoa poteva svariare liberamente sulla trequarti, partire più lontano dalla porta, ricevere tra le linee oppure accompagnare la prima punta. Praticamente ogni azione offensiva importante passava dai suoi piedi.

Al fantacalcio c'era poi un ulteriore vantaggio: i rigori. Nel campionato 2023/24 Gudmundsson ne realizzò quattro su cinque, aggiungendo bonus pesantissimi ai dieci gol segnati su azione. Il risultato fu una fantamedia superiore al 7,5 e lo status di autentico top di reparto.

Perché Gudmundsson non ha inciso allo stesso modo alla Fiorentina

Il trasferimento alla Fiorentina avrebbe dovuto rappresentare il definitivo salto di qualità. In realtà, nelle due stagioni trascorse a Firenze, Gudmundsson non è mai riuscito a riprodurre con continuità il livello raggiunto al Genoa.

La prima stagione viola fu condizionata anche dai problemi fisici. In Serie A 2024/25 raccolse 24 presenze, 6 gol e un assist, numeri discreti considerando il minutaggio, ma molto lontani dall'impatto avuto nell'ultima stagione genoana.

Nel 2025/26 la continuità aumentò, ma non altrettanto la produzione offensiva. Gudmundsson disputò 33 partite di Serie A, segnando 5 gol e servendo 4 assist. Considerando tutte le competizioni arrivò a 44 presenze, 9 reti e 6 assist, ma in campionato continuò a mancare quell'incisività che lo aveva reso speciale a Genova.

Il problema non è stato solamente numerico. Alla Fiorentina Gudmundsson ha alternato partite nelle quali sembrava poter nuovamente diventare decisivo ad altre nelle quali faticava a entrare realmente nel gioco. Non sempre è riuscito a trovare la posizione ideale e la squadra non ha avuto la stessa dipendenza tecnica dal suo talento che aveva invece caratterizzato il Genoa.

Gudmundsson alla Lazio: dove può giocare con Gattuso

Il trasferimento alla Lazio apre scenari interessanti proprio dal punto di vista tattico. Nelle prime giornate Gattuso ha schierato la squadra prevalentemente con il 4-3-3, utilizzando Zaccagni a sinistra e Cancellieri a destra.

Gudmundsson può inserirsi perfettamente in questo sistema. Può partire da una delle due corsie offensive per poi accentrarsi, ma può essere utilizzato anche da seconda punta o trequartista qualora Gattuso decidesse di modificare il modulo durante la stagione.

La caratteristica più interessante rimane proprio la sua libertà di movimento. Gudmundsson non è un esterno che vive esclusivamente sulla linea laterale: preferisce ricevere tra le linee, combinare nello stretto e arrivare alla conclusione entrando dentro il campo.

In una Lazio con una prima punta capace di occupare l'area e giocatori dinamici a centrocampo, l'islandese potrebbe ritrovare gli spazi necessari per avvicinarsi maggiormente alla porta. Difficile immaginare immediatamente il Gudmundsson da 14 gol del Genoa, ma il contesto può permettergli di tornare più centrale rispetto alle ultime stagioni viola.

Gudmundsson al fantacalcio: ruolo Classic e Mantra

È proprio al fantacalcio che il trasferimento diventa particolarmente interessante. Nel listone 2026/27 Gudmundsson è centrocampista al Classic, nonostante venga utilizzato prevalentemente nella zona offensiva del campo.

Questo dettaglio aumenta inevitabilmente il suo valore. Un giocatore capace potenzialmente di occupare una posizione nel tridente della Lazio ma schierabile come centrocampista può offrire un numero di bonus superiore rispetto a molti altri elementi dello stesso reparto.

Al Mantra è invece T/A, altro ruolo estremamente interessante. Può essere utilizzato sia come trequartista sia come attaccante di supporto, riflettendo perfettamente le caratteristiche mostrate nel corso della carriera.

Al Classic, quindi, Gudmundsson resta probabilmente ancora più appetibile: il vero obiettivo sarà capire quanto spesso riuscirà ad avvicinarsi alla porta e soprattutto quanti bonus potrà produrre senza avere la certezza dei calci di rigore.

Gudmundsson perde i rigori: alla Lazio il primo è Zaccagni

Ed è probabilmente questo il dettaglio che cambia maggiormente la sua valutazione. Alla Fiorentina Gudmundsson era uno dei principali candidati per i rigori e nella scorsa Serie A aveva trasformato tutti e tre quelli calciati.

Alla Lazio la situazione cambia. Nelle gerarchie biancocelesti il primo nome dagli undici metri è Mattia Zaccagni, con Cataldi tra le alternative. Con il capitano in campo, quindi, Gudmundsson difficilmente avrà immediatamente la stessa libertà che aveva alla Fiorentina o soprattutto al Genoa.

Non è un dettaglio secondario. Nella stagione dei 14 gol con il Genoa, quattro reti erano arrivate proprio dal dischetto. Togliere potenzialmente tre, quattro o cinque rigori nell'arco di una stagione significa abbassare in maniera sensibile il suo possibile bottino fantacalcistico.

Allo stesso tempo, però, la situazione deve essere seguita durante l'anno. Zaccagni negli ultimi anni ha avuto diversi problemi fisici e nel solo 2025/26 ha dovuto fare i conti con numerosi stop tra adduttori, addominali, coscia e altri problemi muscolari.

Quando Zaccagni non sarà in campo, Gudmundsson potrebbe quindi entrare nella discussione per il dischetto insieme agli altri specialisti della rosa. Considerando la sua esperienza e gli ottimi numeri dagli undici metri, sarebbe sorprendente non vederlo almeno tra le alternative.

Gudmundsson e Zaccagni possono giocare insieme?

Assolutamente sì. Anzi, è probabilmente lo scenario più interessante per la Lazio. Zaccagni parte prevalentemente dalla sinistra, mentre Gudmundsson potrebbe essere utilizzato sul lato opposto oppure muoversi maggiormente vicino alla punta.

I due hanno caratteristiche differenti ma complementari. Zaccagni ama partire largo e puntare l'avversario rientrando sul destro; Gudmundsson tende invece a cercare continuamente zone interne del campo e può partecipare alla rifinitura quasi come un trequartista.

Gattuso potrebbe quindi costruire un reparto offensivo nel quale le posizioni iniziali contano relativamente, permettendo ai due di alternarsi negli spazi alle spalle del centravanti. In questo scenario Gudmundsson avrebbe anche maggiori possibilità di ricevere vicino all'area, una delle condizioni necessarie per tornare a produrre bonus con maggiore continuità.

E Cancellieri? La Fiorentina ci ha provato, ma occhio anche a Isaksen

L'arrivo di Gudmundsson inevitabilmente aumenta la concorrenza anche per Matteo Cancellieri, utilizzato da Gattuso come titolare nelle prime due giornate di campionato.

Proprio Lazio e Fiorentina avevano inizialmente ragionato su un'operazione che avrebbe potuto portare Cancellieri a Firenze e Gudmundsson a Roma. L'esterno italiano è stato seguito anche da altri club e il suo futuro è diventato uno dei temi delle ultime ore di mercato.

Le indicazioni più recenti, però, vedono la Lazio intenzionata a trattenerlo nonostante l'arrivo dell'islandese. Questo significa che Gudmundsson non troverà una fascia completamente libera: Cancellieri e Isaksen rappresentano comunque concorrenti importanti, soprattutto considerando una stagione nella quale Gattuso avrà bisogno di ruotare gli uomini offensivi. Se Cancellieri dovesse invece lasciare Roma nelle ultimissime ore, la posizione di Gudmundsson diventerebbe immediatamente ancora più interessante e le sue possibilità di partire titolare aumenterebbero.

Gudmundsson sarà titolare alla Lazio?

Un giocatore con le sue caratteristiche e la sua esperienza difficilmente viene acquistato nell'ultimo giorno di mercato per occupare stabilmente la panchina. Gudmundsson parte con ottime possibilità di diventare uno dei titolari della Lazio, anche se servirà inevitabilmente un periodo di adattamento ai principi di Gattuso.

Zaccagni rimane praticamente intoccabile sulla sinistra. Il vero spazio da conquistare è quindi soprattutto quello sul lato destro del reparto offensivo, dove nelle prime giornate si sono alternati Cancellieri e Isaksen.

Proprio la possibilità di giocare anche centralmente rappresenta però un vantaggio rispetto ai concorrenti. Gudmundsson può entrare nelle rotazioni in più ruoli e questo dovrebbe garantirgli un minutaggio importante anche quando non partirà dal primo minuto.

Più che chiedersi se giocherà, quindi, il vero dubbio riguarda quanto sarà centrale nel progetto offensivo. Ed è da questa risposta che dipenderà gran parte del suo valore al fantacalcio.

Cosa fare con Gudmundsson all'asta del fantacalcio

Gudmundsson alla Lazio è un giocatore sul quale vale la pena puntare, ma senza pagarlo sulla base dei ricordi del Genoa. Quella stagione da 14 gol rimane il suo picco in Serie A e nelle due annate successive alla Fiorentina non è riuscito ad avvicinarsi a quei numeri.

Il trasferimento può però rappresentare l'occasione giusta per rilanciarsi. A 29 anni conosce perfettamente il campionato italiano, non deve affrontare un periodo di adattamento alla Serie A e arriva in una squadra che può permettergli di giocare molto vicino alla porta.

Al Classic il ruolo da centrocampista lo rende particolarmente appetibile. Se diventasse stabilmente uno dei tre uomini offensivi della Lazio, avrebbe un potenziale fantacalcistico superiore rispetto a molti centrocampisti tradizionali.

Bisogna però mettere in conto un'importante riduzione rispetto al Gudmundsson visto a Firenze e soprattutto a Genova: non parte come primo rigorista. Con Zaccagni in campo i penalty saranno principalmente del capitano laziale e questo inevitabilmente abbassa la proiezione realizzativa dell'islandese.

Proprio la condizione fisica di Zaccagni lascia comunque aperta una piccola finestra. Il capitano biancoceleste negli ultimi anni ha saltato diverse partite per problemi fisici e, nelle giornate in cui sarà assente, Gudmundsson può diventare uno dei giocatori da tenere maggiormente d'occhio anche per le gerarchie dal dischetto.

La valutazione finale è quindi positiva, ma con prudenza. Gudmundsson può essere un ottimo secondo o terzo slot di centrocampo, con un potenziale superiore se Gattuso riuscirà a restituirgli la centralità offensiva avuta al Genoa. Pagare invece il prezzo di un centrocampista top assoluto significherebbe ignorare quanto accaduto nelle ultime due stagioni.

Il talento non è mai stato realmente in discussione. La Lazio dovrà riuscire a fare ciò che alla Fiorentina è riuscito soltanto a tratti: rimettere Gudmundsson nelle condizioni di incidere vicino alla porta. Se accadrà, il passaggio a Roma può trasformarlo nuovamente in un giocatore molto interessante per il fantacalcio. Probabilmente non tornerà ai 14 gol del Genoa, soprattutto senza tutti i rigori a disposizione, ma può tornare a essere molto più decisivo di quanto raccontino le ultime due stagioni.