Juventus travolgente in Europa League: 5-0 al NEC, Spalletti riparte con una goleada
La Juventus parte fortissimo in Europa League. Dopo la sconfitta per 3-2 contro il Sassuolo in campionato, la squadra di Luciano Spalletti reagisce nel migliore dei modi e supera il NEC Nijmegen con un netto 5-0 nella prima giornata della League Phase.
Una partita indirizzata già nel primo tempo, chiuso sul 3-0, e completata nella ripresa con altre due reti. Cinque marcatori differenti e diversi segnali positivi per Spalletti, che ritrova anche McKennie dal primo minuto e può festeggiare i primi gol in bianconero di alcuni dei nuovi protagonisti della stagione.
La Juventus conquista così i primi tre punti europei e si mette immediatamente nelle posizioni di vertice della classifica generale.
Juventus-NEC 5-0: tre gol già nel primo tempo
L'approccio dei bianconeri è aggressivo fin dai primi minuti. La Juventus prende subito possesso della metà campo avversaria e trova il vantaggio al 9'. A costruire l'azione è addirittura il portiere Kamil Grabara, che con un lungo lancio sorprende la difesa olandese. Nico González legge perfettamente la traiettoria, anticipa l'uscita di Polster e deposita il pallone in rete per l'1-0. La pressione della Juventus continua e al 24' arriva il raddoppio. Kerim Alajbegović trova spazio al limite dell'area e lascia partire una conclusione potente che non dà scampo al portiere del NEC.
Per il classe 2007 è un gol storico: a 18 anni e 361 giorni diventa il secondo teenager più giovane a segnare con la Juventus in una competizione europea, preceduto soltanto da Gianfranco Zigoni nel 1963. Prima dell'intervallo arriva anche il 3-0. Al 35' la Juventus conquista un calcio di rigore e Nick Woltemade si presenta sul dischetto, trasformando con freddezza e trovando il primo gol europeo con la maglia bianconera.
Çelik e Kolo Muani completano la goleada
Nella ripresa la Juventus abbassa inevitabilmente il ritmo, forte dei tre gol di vantaggio, ma continua a controllare senza concedere possibilità concrete al NEC.
Spalletti sfrutta la situazione anche per gestire le energie: al 60' entrano Koopmeiners, Conceição e Bremer, mentre poco più tardi arriva il momento di Randal Kolo Muani. Proprio il francese diventa uno dei protagonisti del finale. Al 75' serve il pallone che permette a Zeki Çelik di segnare il 4-0, mentre sette minuti dopo si mette in proprio. All'82' Lucumí lancia in profondità Kolo Muani, che attacca lo spazio, supera il portiere in uscita e deposita nella porta vuota il pallone del definitivo 5-0.
Una serata particolarmente significativa anche per l'attacco: Woltemade trova il gol, Kolo Muani entra e lascia subito il segno con un assist e una rete, mentre Nico González conferma il buon momento.
Juventus, risposta immediata dopo Sassuolo: ora l'Atalanta
La vittoria europea arriva quattro giorni dopo il pesante 3-2 incassato contro il Sassuolo, partita nella quale la Juventus aveva recuperato due volte il risultato prima di subire il gol decisivo nel recupero.
Contro il NEC la squadra mostra invece un volto completamente diverso: partita controllata dall'inizio alla fine, cinque reti realizzate e porta inviolata. Il risultato entra anche nelle statistiche europee del club. Era dal 1992/93 che la Juventus non vinceva la prima partita stagionale in una grande competizione UEFA con almeno cinque gol di scarto: allora superò 6-1 l'Anorthosis Famagosta nella Coppa UEFA che avrebbe poi conquistato. Spalletti può inoltre sorridere per il ritorno di Weston McKennie, schierato dall'inizio dopo il recente problema muscolare, e per il minutaggio concesso a Bremer nella ripresa.
Adesso l'attenzione torna immediatamente al campionato. Domenica 20 settembre la Juventus ospiterà l'Atalanta all'Allianz Stadium, una partita importante per reagire anche in Serie A dopo il passo falso di Reggio Emilia. Il prossimo appuntamento europeo arriverà invece il 15 ottobre sul campo del Celta Vigo. La Juventus ci arriverà con tre punti già in tasca e soprattutto con una prima risposta convincente: dopo il ko contro il Sassuolo, l'Europa restituisce a Spalletti una squadra dominante e capace di segnare con cinque giocatori differenti.