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Ciclismo, Brandon McNulty è il nuovo campione del mondo: trionfo a Montreal

Brandon McNulty è il nuovo campione del mondo di ciclismo su strada. Lo statunitense ha conquistato la maglia iridata nella prova in linea Elite dei Mondiali 2026 di Montreal, completando una corsa durissima con un attacco solitario negli ultimi 32 chilometri. Alle sue spalle l'australiano Michael Matthews ha conquistato l'argento davanti a Mathieu van der Poel, mentre Giulio Ciccone ha chiuso al nono posto dopo essere rimasto fino alla fine con il gruppo dei migliori.

McNulty campione del mondo dopo 32 chilometri in solitaria

La gara di 273,4 chilometri da Brossard a Montreal si è trasformata in una lunga battaglia tra i principali favoriti. Mathieu van der Poel aveva acceso la corsa già a circa 90 chilometri dall'arrivo insieme ad altri uomini di primo piano, ma il gruppo dei migliori è tornato più volte compatto. Gli Stati Uniti hanno sfruttato la propria superiorità numerica con Quinn Simmons e Matteo Jorgenson sempre presenti negli attacchi. A circa 32 chilometri dal traguardo, proprio dopo un'accelerazione di Jorgenson, McNulty ha approfittato di un momento di esitazione degli avversari ed è partito da solo.

Il 28enne dell'UAE Team Emirates-XRG ha rapidamente costruito un vantaggio vicino al minuto, sfruttando anche le sue qualità da cronoman. Negli ultimi chilometri il margine si è ridotto e sull'ultima salita Tom Pidcock e Giulio Ciccone hanno provato ad avvicinarsi, arrivando per alcuni momenti a una decina di secondi. McNulty ha però resistito fino al traguardo, chiudendo in 6 ore 17 minuti e 4 secondi. Matthews ha regolato lo sprint degli inseguitori a 13 secondi, precedendo Van der Poel e l'altro statunitense Quinn Simmons.

Gli Stati Uniti dominano la corsa, deludono Evenepoel e gli altri favoriti

Il successo di McNulty è stato costruito anche grazie a una prova di squadra quasi perfetta degli Stati Uniti. Simmons è entrato nelle azioni più pericolose della fase centrale, mentre Jorgenson ha seguito diversi tentativi di inseguimento dopo l'attacco del compagno, impedendo agli avversari di organizzarsi con continuità. McNulty ha raccontato dopo l'arrivo di aver creduto nella vittoria soltanto negli ultimissimi metri, sottolineando quanto fosse ormai stanco sull'ultima salita.

Alle spalle del nuovo campione del mondo sono rimasti diversi protagonisti molto attesi. Isaac Del Toro ha chiuso quinto, Mads Pedersen sesto e Tom Pidcock settimo, mentre Jorgenson è arrivato ottavo. Remco Evenepoel, vincitore pochi giorni prima della quarta cronometro mondiale consecutiva, non è andato oltre il dodicesimo posto. Assente invece Tadej Pogacar, campione del mondo nelle due precedenti edizioni e costretto a rinunciare dopo l'infortunio subito alla Vuelta. La maglia iridata resta comunque all'interno dell'UAE Team Emirates-XRG, passando dallo sloveno al suo compagno McNulty.

Ciccone nono e migliore degli italiani al Mondiale di Montreal

L'Italia ha provato fino alla fine a inserirsi nella lotta per le medaglie con Giulio Ciccone. L'abruzzese è rimasto nel gruppo principale e nell'ultimo giro ha accelerato insieme a Pidcock nel tentativo di riportarsi su McNulty. L'inseguimento non è riuscito e Ciccone ha terminato al nono posto, a 14 secondi dal vincitore. Dopo la gara ha espresso il rammarico per una medaglia sfumata nonostante la buona prova complessiva della Nazionale.

Più indietro gli altri Azzurri: Christian Scaroni ha concluso 18° a 3'12", Davide Piganzoli 20° a 3'20" e Lorenzo Mark Finn, al debutto con la Nazionale maggiore, 55° a 10 minuti. Alberto Bettiol, Giulio Pellizzari, Matteo Trentin e Mattia Cattaneo non hanno invece portato a termine la prova. Per gli Stati Uniti quello di Montreal è il primo titolo mondiale Elite maschile nella prova in linea dopo 33 anni.